Sotto la lente...

Anna Monterisi, sassofonista dei Floyd Machine, qual è stato il tuo percorso da musicista?

La mia formazione musicale la devo sicuramente all'apporto del Conservatorio di Cesena, presso il quale ho ottenuto il diploma in clarinetto con ottimi voti. Ho cominciato a suonare questo strumento all'età di 10 anni, suonando nelle bande cittadine, per poi partecipare a concerti ed eventi come strumentista all'interno di orchestre sinfoniche e formazioni cameristiche. Il saxofono è arrivato molto tempo dopo, ero già diplomata in clarinetto quando cominciai a suonare anche il sax, e a frequentare il conservatorio anche con questo strumento.

La tua formazione musicale però ti ha condotto anche verso altri generi musicali, giusto?

Sì, nonostante la mia formazione classica, ho avuto varie esperienze in differenti contesti musicali, soprattutto in ambiti musicali da ballo, pop e musica leggera.

Qual è stato il tuo approccio tuo approccio con i Pink Floyd prima e con i Floyd Machine successivamente?

Il contatto coi Floyd Machine è arrivato in modo inaspettato, ed inizialmente mi son dovuta soffermare sugli ascolti perchè la mia cultura sui Pink Floyd era proprio scarsa... Ma poi grazie all'entusiasmo di tutti componenti e la loro passione per questa band inglese, si è aperta una nuova porta per un percorso musicale che non conoscevo.

Musicista ed insegnante, il presente ed il futuro dedicati alla musica.

Dopo il conseguimento del diploma e della laurea, insegno musica presso scuole pubbliche e private, e mi piacerebbe sempre affiancare questa attività ai concerti e alle performance musicali dal vivo, perchè provo molta soddisfazione ed emozione nel suonare di fronte ad un pubblico che ama la musica, di qualsiasi genere si tratti, ma suonata con passione, la stessa passione che accomuna i Floyd Machine.