Sotto la lente...

Filippo Salomoni, chitarra e voce, nato a Cesena 20/05/1995. Grande passione per la chitarra, qual è stato il tuo percorso studi dello strumento?

La mia formazione musicale inizia nel 2009 come autodidatta. Da metà 2009 fino al 2013 ho frequentato lezioni private da Corrado Cacciaguerra (chitarrista di Mingardi e turnista di numerosi artisti internazionali) proseguendo poi gli studi autonomamente. Anche vocalmente sono autodidatta, ho ricevuto qualche lezione di impostazione base da mio padre (Ivan Salomoni) ed ora da James Vallicelli, coordinatore vocale dei Floyd Machine.

In quali ulteriori progetti musicali sei coinvolto?

Oltre ai Floyd Machine, la mia esperienza musicale si limita nei gruppi della zona quali: The Sound's Dealers (tribute band Pink Floyd), The New Jesus Statlight (gruppo Gospel), Italian Graffiti Band (70/80/90 e trio Swing).

Oltre allo studio musicale quali scuole hai frequentato?

Ho terminato gli studi presso l'istituto Alberghiero Artusi di Forlimpopoli; nell'arco dei 5 anni ho partecipato a due concorsi di sommellerie/bartender, uno nazionale e uno internazionale, conquistando il 3º posto. Tramite la scuola ho partecipato a numerosi e importanti servizi di Catering in tutta la regione.

Molto giovane, ma molto preparato sul sound Pink Floyd.

La prima volta che ascoltai i Pink Floyd fu nell'inverno del 2011 con l'acquisto di The Dark Side Of The Moon, un album che mi ha conquistato sin dal primo ascolto. Proseguii l'ascolto con Wish You Were Here che mi lasciò perplesso, quindi acquistai The Wall, un album che ha iniziato a piacermi solo dopo diversi ascolti.Io amo i Pink Floyd dal primo al penultimo album e non mi sembra giusto dover dire che la band si ferma al 1983. Ovviamente le idee dopo le dimissioni di Waters sono cambiate e si è portato avanti un progetto più Gilmouriano

Come sei entrato in contatto con il gruppo e quale è stato il tuo impatto con la band?

Negli anni ho avuto il piacere di conoscere Alberto Volpi, bassista dei Floyd Machine, in un concerto alla Rocca Malatestiana di Cesena e quando mi ha chiese di entrare nei Floyd Machine la mia risposta non poteva essere che "Si". Suonare con i Floyd Machine è molto esaltante ed emozionante perchè tutti i musicisti suonano con la stessa strumentazione che utilizzavano gli originali, inoltre la ricerca dei suoni e delle stesure è molto accurata ed è proprio ciò che cercavo.

Quali i tuoi sogni musicali?

Essendo musicalmente aperto i miei sogni sono veramente tanti, tra i quali girare anche solamente l'Italia portando il nome della mia band preferita e spero di riuscirvi con i Floyd Machine.